Crea sito

QUESTO STUDIO COMPRENDE DUE SOGGETTI

  1. Yahshua il messia e la sua Natura
  2. La Preesistenza di Yashùa nel Pensiero Ebraico

Yahshua il messia e la sua Natura

 ll ruolo di Cristo nel piano Divino

Dio non concepì il suo disegno impulsivamente, aggiungendo personaggi al suo piano man mano che la storia umana procedeva. Dio elaborò un piano compiuto sin dall'inizio della creazione (Giov. 1:1) e decise di avere un figlio sin dal principio. Il Vecchio Testamento abbonda di fondamentali rivelazioni del piano divino di salvezza in Cristo.

Abbiamo più volte dimostrato che mediante le promesse, le profezie dei profeti e le norme che componevano la Legge di Mosé, il Vecchio Testamento rivela continuamente lo scopo di Dio in Cristo. Fu per mezzo di Cristo che egli creò tutto l'universo (Ebr. 1:1,2, nel testo greco si usa "da", nella A.V. viene più opportunamente tradotto "per mezzo del quale"). Fu per mezzo di Cristo che egli permise la successione delle varie epoche (Ebr. 1:2 (greco). Quindi la rivelazione di Dio all'uomo in tutto il corso della storia, come riportata nel Vecchio Testamento, è piena di riferimenti a Cristo.

E' difficile per noi comprendere pienamente la supremazia di Cristo e la sua smisurata e basilare rilevanza nella mente di Dio. È quindi corretto dire che Cristo esistette nella mente di Dio e nelle sue intenzioni sin dall'inizio, per quanto egli sia esistito fisicamente solo per mezzo della sua nascita da Maria. Ebr. 1:4-7, 13,14, rimarca il fatto che Cristo non fu un angelo e durante la sua esistenza in terra egli fu addirittura inferiore agli angeli (Ebr. 2:7), ma egli fu innalzato ad un ben più grande onore rispetto a loro, essendo "figlio unigenito" di Dio (Giov. 3:16). Egli non poté essere neanche spirito, perché ricordiamo che la sola forma di esistenza di cui parla la Scrittura è la forma corporea. Pietro 1, 1:20 sintetizza il suo ruolo in questo modo: Cristo "fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi".

Cristo fu il perno centrale del Vangelo, che Dio "aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, Yeshua, nostro Signore, nato (generato) dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti" (Rom. 1:1-4).

La storia di Cristo si può così sintetizzare:

1. Promesso nel Vecchio Testamento, cioè nei piani divini;

2. Creato come persona fisica per mezzo della nascita verginale, discendendo dalla stirpe di Davide;

3. Grazie al suo carattere perfetto ("lo spirito di santità"), che egli dimostrò nella sua vita mortale,

4. Egli risorse e di nuovo dichiarò pubblicamente di essere il Figlio di Dio, tramite la predicazione degli apostoli ispirati dal dono dello Spirito Santo.

                                                    LA PRECONOSCENZA DI DIO

Partendo dal presupposto che Dio conosce in anticipo ciò che succederà in futuro, si comprende meglio cosa vuol dire che Cristo fu compiutamente nella mente di Dio sin dal principio, anche se non ancora esistente fisicamente. Dio possiede un'assoluta "preconoscenza" e può quindi parlare o pensare a cose che non esistono, come se esistessero già, perché tale è la sua conoscenza del futuro. Dio "chiama all'esistenza le cose che ancora non esistono." (Rom. 4:17). Egli può quindi dichiarare "Io dal principio annunzio la fine e, molto prima, quanto non è stato ancora compiuto; io che dico: «Il mio progetto resta valido, io compirò ogni mia volontà!»" (Is. 46:10). Per questa ragione Dio può parlare dei morti come se fossero vivi e può parlare di uomini che non sono ancora nati come se fossero già esistiti.

Il "progetto", o parola di Dio, profetizzò Cristo sin dall'inizio, che fu sempre nelle intenzioni o "volontà" di Dio. Il Signore sapeva con certezza che in un determinato momento Yeshua sarebbe nato fisicamente e avrebbe compiuto il suo disegno. La certezza della preconoscenza di Dio è quindi riflessa nella sicurezza della sua parola. L'ebraico biblico utilizza un tempo linguistico chiamato "perfetto profetico" dove il passato viene utilizzato per descrivere gli avvenimenti futuri che Dio ha promesso. Infatti Davide disse, "Questa è la casa del Signore Dio" (Cron. 1, 22:1), quando ancora il tempio era stato solo promesso da Dio. La fede nelle promesse divine fu tale che Davide, descrivendo una cosa che sarebbe successa nel futuro, utilizza il presente. Le Sacre Scritture abbondano di esempi sulla preconoscenza divina. Dio era talmente certo della realizzazione delle promesse fatte ad Abramo da dirgli: "Alla tua discendenza io do questo paese..." (Gen. 15:18) quando ancora Abramo non aveva discendenza. Prima ancora che la discendenza fosse nata (Isacco/Cristo) Dio promise anche: "padre di una moltitudine di popoli ti renderò" (Gen. 17:5). Possiamo davvero dichiarare che Dio "chiama all'esistenza le cose che ancora non esistono".

Cristo, durante il suo ministero, disse che Dio "gli (a Cristo) ha dato in mano ogni cosa" (Giov. 3:35), anche se ancora non era successo. "Hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi (di Cristo)... Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa " (Ebr. 2:8).

Dio parlò del suo piano di salvezza per mezzo di Yeshùa "per bocca dei suoi santi profeti di un tempo" (Lc. 1:70).Essi facevano così intrinsecamente parte dei piani divini che la Bibbia ne parla come se fossero esistiti in carne ed ossa sin dall'inizio, sebbene evidentemente non fu così. I profeti fecero parte del disegno divino sin dal principio, come è dimostrato da questo passo in cui Dio si rivolge a Geremia: "Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta" (Ger. 1:5). Quindi Dio sapeva tutto su Geremia addirittura prima della creazione. Allo stesso modo Dio parlò del re persiano Ciro prima della sua nascita, esprimendosi come se fosse già vivo (Is. 45:1-5). Il passo 7:9,10 degli Ebrei è un altro esempio in cui ci si riferisce ad una persona ancora non esistita come se fosse già nata.

Così come Geremia e i profeti vengono trattati come se fossero già esistiti prima della creazione, in ragione del loro ruolo nei piani divini, anche i veri credenti godono di un simile trattamento. È chiaro che noi non siamo esistiti fisicamente se non nella mente di Dio. Dio "ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Yeshùa Hamashiach  fin dall'eternità" (Tim. 2,1:9). Dio "in lui (in Cristo) ci ha scelti prima della creazione del mondo…predestinandoci … secondo il beneplacito della sua volontà" (Ef. 1:4,5). Quindi se i credenti sono preconosciuti da Dio sin dall'inizio e "segnati" ('predestinati') alla salvezza, essi esistettero sin dal principio nella mente di Dio (Rom. 8:27; 9:23).

Alla luce di ciò, non sorprende che Cristo, in quanto sintesi del disegno divino, venga trattato come se fosse esistito sin dall'inizio nella mente e nei piani divini, benché fisicamente non fosse ancora nato. Egli fu "l'agnello immolato fin dalla fondazione del mondo" (Apoc. 13:8) anche se al tempo della creazione Yeshùa non morì letteralmente; egli fu sacrificato come "agnello di Dio" circa 4000 anni dopo sullo Stauròs (Giov. 1:29; Cor. 1, 5:7). Come Yeshùa scelto sin dagli arbori del mondo (Pietro 1:20) anche i credenti sono stati "scelti" (Ef. 1:4; la parola greca tradotta con "scelto" viene usata anche in altri passi). L'essere umano avrà sicuramente difficoltà ad afferrare un simile concetto perché è difficile immaginare come Dio operi fuori dal concetto di tempo, ma la 'fede' consta proprio nella capacità di vedere le cose secondo l'ottica di Dio, senza il vincolo del tempo.

La Preesistenza di Yahshùa nel Pensiero Ebraico

 

Desideriamo sottolineare due fatti fondamentali che sono essenziali per una corretta comprensione della Scrittura, soprattutto del Vangelo di Giovanni. Infatti, essi sono essenziali per comprendere correttamente tutto il Nuovo Testamento! Il fallimento quasi universale nel riconoscere questi due fatti può essere ricondotto al generale e intenzionale approccio anti-ebraico che i leader cristiani prendono nel loro studio del Nuovo Testamento e all’ignoranza della cultura ebraica tra i cristiani sinceri. È probabile che almeno uno di questi 2 fatti sia qualcosa di cui non ci si rende conto, tuttavia, siamo convinti che molti dei leader del cristianesimo ne sono coscienti, ma li nascondono di proposito per i danni che potrebbero causare ai loro insegnamenti trinitari così come molti altri dogmi del cristianesimo ortodosso. Questi 2 fatti sono presentati qui di seguito seguiti da una discussione di ciascuno. Andiamo a toccare solo i margini di tali soggetti. Libri interi potrebbero essere scritti in merito a questi 2 soggetti. Una discussione di gran lunga più dettagliata si può trovare in numerose pubblicazioni tra le quali è il libro eccezionale,La dottrina della Trinità – cristianesimo ferita auto-inflitta, da Sir Anthony Poiana e Charles Caccia. Ora i 2 fatti fondamentali.

La comprensione ebraica della “preesistenza” non implica necessariamente una letterale, FISICA pre-esistenza.
Il termine logos ha altre traduzioni che sono molto più logiche e comprensibili che comune mistica traduzione e MOLTO DI PARTE della “Parola“.


LA PRE-ESISTENZA NEL PENSIERO EBRAICO
Vorremmo poter trasmettere l’enorme importanza di questo argomento. La necessità di comprendere la Scrittura dal contesto in cui è stato scritto è sottolineato da questo problema. Vi preghiamo quindi di prendervi una pausa e di considerare seriamente l’importanza di studiarlo per capire cosa è stato scritto dal contesto di chi lo ha scritto. Inoltre, vi preghiamo di riconoscere il fatto inconfutabile che TUTTI gli autori erano ebrei e che pensavano, vivevano e scrivevano in un contesto interamente ebraico. Andando avanti nel leggere tenere a mente questo è fondamentale per interpretare la Scrittura nel contesto giusto e questo compito è tanto rilevante per il problema della preesistenza come lo è per qualsiasi altra cosa.
L’argomento della pre-esistenza è particolarmente applicabile al vangelo di Giovanni, ma trova applicazione in tutto il Nuovo Testamento. Non c’è esempio migliore del tragico errore che si è verificato con il concetto di “pre-esistenza” nel comunicare le scritture ebraiche al mondo occidentale. La comprensione tipica degli scritti di Giovanni è il risultato di un fallimento (crediamo premeditato travisamento) nel descrivere correttamente il concetto ebraico di questo cruciale problema. Il concetto comune cristianizzato della pre-esistenza del Messia, in particolare, è separato dall’insieme del pensiero puramente ebraico degli autori del Nuovo Testamento. Due dei tanti esiti catastrofici di abbandonare questo contesto giudaico sono la Trinità e la convinzione che Yahshua è Dio stesso. Li distinguiamo come 2 risultati separati perché in realtà lo sono, e molti rifiutano la Trinità ma rimangono ancora aggrappati alla convinzione che Yahshua è “Dio” a causa della confusione sulla questione della pre-esistenza. Per lo meno il vangelo di Giovanni è stato grossolanamente frainteso a causa della mancata applicazione del giusto contesto alla sua interpretazione.
Ho bisogno di fare riferimento solo a una singola fonte ebraica per chiarire la questione.La chiarezza del riferimento non lascia equivoci e rimuove il velo dell’inganno così a lungo utilizzato dalla Chiesa per nascondere la verità. Di seguito è riportato una citazione delEveryman’s Talmud – Gli insegnamenti principali dei Saggi rabbinici, di Abraham Cohen. Everyman’s Talmud è un eccellente libro che riassume molti degli insegnamenti principali del giudaismo – un libro che ogni sincero studente della Scrittura dovrebbe avere sul suo scaffale. Si deve tenere presente che questa è la generale, CLASSICA comprensione ebraica di questo problema. La citazione seguente è a pagina 347 ed è presa dalla sezione che discute il Messia nel capitolo sull’Aldilà.
La convinzione generale era che l’invio del Messia era parte del piano del Creatore alla nascita dell’Universo. “Sette cose furono create prima che il mondo fosse: la Torah, il pentimento, il Giardino dell’Eden (ie. Paradiso), Gehinnom, il Trono della Gloria, il Tempio, e il nome del Messia” (Pes. 54a). In un lavoro successivo vi è l’osservazione: “Il Re Messia nacque fin dall’inizio della creazione del mondo, perché è entrato nella mente (di Dio), prima ancora della creazione del mondo” (Pesiqta Rab 152B.)
Così, qui vediamo come la “preesistenza” del Messia (Cristo) è stata capita dal pensiero ebraico. Ricordiamo che TUTTI GLI SCRITTORI DELLA BIBBIA ERANO EBRAICI! Il Messia era“nato” nella mente (pensiero, movente, piano) di YHVH (Dio), prima della creazione ma NON esiste letteralmente! Il concetto di una FISICA letterale pre-esistenza è arrivata alla maggior parte dei cristiani solo perché hanno inconsapevolmente (o consapevolmente) abbandonato il concetto ebraico.
Dobbiamo insistere su questo. La sua importanza è incomparabile. Si deve notare come la preesistenza del Messia è definita nei termini della sua (del Messia) esistenza nella MENTE di Dio fin da prima della Creazione. Non c’è assolutamente alcuna letterale preesistenza!

Vedi, la mente ebraica è talmente sopraffatta e stupita dalla magnificenza, potenza, splendore, e dalla natura infinita di YHVH che assume un “esistere” a tutto ciò che è nella mente di YHVH prima ancora che il Suo “pensiero” si realizzi manifestandosi fisicamente. La certezza del piano di YHVH (pensiero) lo rende come se il “pensiero” sia già avvenuto. L’intento di YHVH o pensiero o movente o piano è così certo che è detto di “esistere” nonostante la sua assenza nel mondo fisico! Ovviamente, dal momento che “l’intento” o “piano” o “movente” di YHVH ha sempre incluso la venuta del Messia, la mente ebraica assume che lui (il Messia) sia “esistito” (nella mente di YHVH) già prima della creazione!
Questo concetto è testimoniato dal Nuovo Testamento. Nella epistola di Paolo alla comunità messianica di Roma troviamo quanto segue:
Romani 4:17 (NASB)

17 (come sta scritto: “Ti ho fatto padre di molti popoli”) al cospetto di colui in cui credeva, Dio, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza ciò che non esiste.
La frase “chiama all’esistenza ciò che non esiste.” ha come traduzione letterale,indicato nella colonna centrale di riferimento della NASB, “chiama le cose che non esistono come esistenti”. La KJV rende questa frase come “chiama le cose che non esistono come già fatte.” Queste frasi presentano proprio la stessa idea del concetto ebraico appena discusso. Non c’è da meravigliarsene, dato che Paolo era un “ebreo di Ebrei”.
Così, nella sua epistola Paolo fornisce una forte evidenza che supporta il significato tradizionale ebraico di pre-esistenza nella sua descrizione di YHVH come un “Dio che chiama … le cose che non esistono come già fatte.” Pertanto, per coloro che desiderano la prova del Nuovo Testamento, ora l’hanno! Meglio ancora, essa viene dalla epistola e dall’apostolo più esaltato dal tradizionale cristianesimo! Per quelli di voi che preferiscono la KJV, essa è ancora più chiara:
Romani 4:17 (KJV)

17 (come sta scritto, ho fatto di te un padre di molte nazioni,) davanti a colui in cui credeva, Dio, che dà vita ai morti e chiama le cose che non sono come se fossero.
Per i contributi aggiuntivi sulle prove del Nuovo Testamento vi chiedo in merito al fatto che la preesistenza non è letterale, di considerare i seguenti versi:
1 Pietro 1:19-20 NKJV

19 ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. 20 Egli infatti fu preordinato(preconosciuto, destinato) prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato in questi ultimi tempi per voi
Apocalisse 13:8 (KJV)

8 E tutti gli abitanti della terra lo adoreranno, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello immolato findalla fondazione del mondo.

Se applichiamo la logica di quelli che promuovono una preesistenza letterale del Messia a questo versetto dovremmo concludere che il Messia fu ucciso sul palo di esecuzione molto prima della creazione! Ovviamente, l’Agnello (Yahshua Messia) non fu ucciso solo che molto tempo dopo “la fondazione del mondo”. I Trinitari e altri volti a promuovere l’anti-messia della bestia odiano questo versetto a causa dei danni che provoca alla loro errata dottrina sulla preesistenza.
Quindi, veniamo a conoscere un versetto di più dal Nuovo Testamento che supporta la tesi che la preesistenza nell’ebraico, SCRITTURALE contesto NON è una preesistenza LETTERALE. Invece è da intendersi come lo stato di esistenza nel pensiero mente, piano, o intenzione di Dio. Il piano divino di Dio ha incluso l’Agnello (Messia) prima della fondazione del mondo; tuttavia, l’Agnello NON è letteralmente esistito fino a che esso / egli non si è manifestato al tempo da Lui designato!
La tradizione ebraica ha la consapevolezza che tutte le anime sono preesistenti e aspettano il momento in cui saranno inserite in esseri mortali. Con questo in mente, tutti noi potremmo dire di essere “preesistenti”, il che ovviamente comprende l’UOMO, Yahshua. Tuttavia, anche all’interno di questa convinzione, la LETTERALE, FISICA preesistenza non è presente e la “preesistenza” di Yahshua non sarebbe unica.
Saremo più specifici nell’applicazione di questo FONDAMENTALE CONCETTO BIBLICO in quei versi in cui deve essere ricordato; per quanto il suo utilizzo dovrebbe essere evidente nel vangelo di Giovanni.

LOGOS E IL PROBLEMA DELLA PRE-ESISTENZA
È interessante notare che il termine logos si integra perfettamente con la precedente Biblica Ebraica realtà. Perché diciamo questo? Beh, se i traduttori non fossero stati così prevenuti nei passaggi, come quello famoso di Giovanni 1, dove rendono il termine come “Parola”, sarebbe ovvio, tuttavia, dal momento che lo sono stati, lo spiegheremo. I traduttori hanno esteso i loro pregiudizi anche in Giovanni 1 rendendo il termine “Parola” con la “W” maiuscola assolutamente priva di fondamento e palese dimostrazione di pregiudizio!
Guardiamo i possibili significati greci del termine logos.La New Strong’s Exhaustive Concordance della Bibbia definisce tra i vari significati i seguenti:
Movente
facoltà mentale
Ragionamento
Intento
Persiero
Espressione divina
Quello che è veramente illuminante è il fatto che, secondo la Strong’s Concordance cui ho fatto riferimento, un filosofo greco di nome Eraclito usò per la prima volta il termine logos intorno al 600 aC per designare la ragione divina o il piano che coordina un universo che cambia. Così, abbiamo un precedente storico che dimostra che la corretta comprensione del logos è come il “Piano Divino, pensiero o movente” del Creatore Onnipotente. Inoltre, se la resa corretta è applicata a Giovanni 1:1-3 il termine logos può dimostrare di non essere un particolare riferimento al Messia (e tanto meno a qualche misterioso “Parola-uomo”) ma, invece, si riferisce al Piano Divino di (o attraverso) che YHVH ha creato tutte le cose e che comprendeva il Messia come coronamento! Come nota a margine, l’uso dei pronomi personali “egli” e “lui” non sono concreti e le prime versioni della Scrittura – traduzione originale di Tyndale per esempio – hanno usato il termine “esso”. L’articolo intitolato “Che cosa Giovanni 1:3-4 voleva davvero dire?” discute di questo in modo più dettagliato.
Giovanni 1:1-3
In principio era il piano divino / motivazione / pensiero, e il piano divino / motivazione / pensiero era con Dio, e il piano divino / ragione / pensiero era Dio. Lo stesso (Piano) era in principio presso Dio. Tutte le cose sono state fatte per esso e senza di esso neppure una delle cose fatte è stata fatta.
Questo ha senso! All’inizio YHVH ha avuto un Piano Divino. Questo piano divino è stato, naturalmente, con YHVH perché era il Suo piano concepito nella sua mente divina. Le uniche informazioni di cui l’umanità dispone per comprendere Dio è la Sua Torah (istruzioni) – Il suo Piano Divino. Attraverso lo studio del suddetto piano si possono cogliere aspetti di Dio. Non c’è nient’altro disponibile con il quale le caratteristiche di YHVH Dio possono essere comprese. Pertanto, il Suo Piano Divino – essendo la reale manifestazione della Mente e del pensiero divino di YHVH – è YHVH! Yahshua il Messia, come il servo perfetto ed emissario di Dio, ha rivelato il carattere di Dio più di ogni altro uomo, ma tutto ciò che faceva e predicava è stato realizzato nell’ambito del Piano di Dio. Così, il Piano di Dio è ancora l’unico modo che abbiamo di comprendere Dio. Naturalmente, poiché YHVH (Dio) è Spirito, l’uso di termini come “mente” sono antropomorfi in modo che possiamo afferrare i concetti di base.
Antropomorfismo: l’attribuzione di caratteristiche umane o non umanei: l’attribuzione di una forma umana, le caratteristiche umane, o il comportamento umano a cose non umane come la divinità della mitologia e gli animali nelle storie per bambini.
Il concetto che la Torah o Mente (pensiero, Piano) di YHVH è inseparabile da YHVH è una lunga e tradizionale comprensione ebraica del Creatore!
È paragonabile a te e la tua mente (facoltà mentali, ragionamento) essendo inseparabili. Si può dire che tu SEI la tua mente, così, tu SEI il tuo “logos” (pensiero, mente). (Sembra, tuttavia, che i tradizionali leader cristiani e falsi messianici possano in qualche modo diventare separati dalle loro facoltà mentali – o “perdere la ragione”.) Così, proprio come un essere umano può dire di essere il suo / la sua mente, YHVH antropomorficamente può dirsi la sua mente (logos). I versi che seguono potrebbero essere correttamente interpretati in modo da interporre l’ingrediente sublime e ultimo del suo piano, che è il Messia. Tuttavia, questo “Piano” o intento per il futuro Messia era solo nella mente di YHVH e non si è fisicamente e letteralmente “generato” finché Yahshua il Messia, fisicamente è apparso sulla terra 2000 anni fa.
Non c’è un argomento che “parola” sia una traduzione possibile; tuttavia, perché i traduttori scelsero la traduzione più nebulosa possibile del termine logos in settori come Giovanni 1? La traduzione con “parola” è completamente illogica nel primo capitolo di Giovanni se non si è già predisposti a credere nella Trinità e intenzionalmente pregiudicare la traduzione in modo da sostenere un “misterioso” significato interiore. Il precedente storico menzionato in precedenza e la resa più chiara del Divino “piano” o “movente” o “pensiero” o “intenzione” è molto più sensato e rimuove tutti i misteri! Quindi ciò che abbiamo nei versi cruciali del Nuovo Testamento è una traduzione volutamente ambigua e distorta fatta in modo tale da nascondere la traduzione di gran lunga più chiara della parola logos greca!
Supporto aggiuntivo per l’opinione che “l’intento” o “movente” o “pensiero” è la resa migliore di logos in Giovanni 1 è il suo chiaro accordo con la comprensione comune ebraica della preesistenza del Messia che abbiamo appreso in precedenza! Giovanni era un UN EBREO – UN UOMO CON UNA MENTE EBRAICO/GIUDAICA che pensava e scriveva con una mentalità COMPLETAMENTE ebraica! Per poter credere che la traduzione comune di logos come “parola” sia corretta o che la nozione comune della letterale preesistenza del Messia è corretta si deve TOTALMENTE RIGETTARE le basilari fondamenta ebraiche di tutti gli scritti delle Scritture! Purtroppo, dal momento che il Cristianesimo fu originariamente inventato nel IV secolo, abbiamo ora una tipica ortodossa comprensione cristiana dei passaggi estremamente critici che è completamente sbagliata e viola i concetti di base Ebraici! Senza dubbio, il Messia era nella mente di YHVH prima della Creazione, e questo “pensiero” o “intenzione” si è “manifestato nella carne” molto più tardi, quando il “Piano” per il Messia si materializzò. Così, il logos è stato, infatti, “manifestato nella carne”, ma, se correttamente tradotto ciò che vediamo è che “il piano / intento è manifestato nella carne”.
Quindi, in sintesi, la dottrina della Trinità e la divinità del Messia si basa in gran parte su una comprensione grossolanamente errata di “pre-esistenza” e su una volutamente ambigua e “misteriosa” traduzione del termine logos greco. I fatti presentati sono chiari a prescindere dall’accettazione di essi. Per lo meno rendono completamente impotente e inconcludente, la spesso e fieramente promossa comprensione “tradizionale” di molti passaggi “prova” utilizzati dai Trinitari nel tentativo di promuovere una delle tante false dottrine della bestia e la grande meretrice e le sue figlie.
Anche i termini come “con” e “per” e “attraverso” sono selezionati dai traduttori per promuovere le proprie convinzioni di parte. Possiamo suggerire di cercare le molte possibili interpretazioni della parola greca dia – è il Strong’s number 1223. Questo piccola, apparentemente innocua parola, se impropriamente tradotta, può cambiare completamente il significato di un passo! Prendiamo congedo da ulteriori indagini, ma incoraggiamo a controllare voi stessi. Il Nuovo Testamento è pieno di versi la cui interpretazione poggia su questa parola innocua.